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Il laghetto con le Koi: una passione avvincente

Il Laghetto con le Koi è una passione con un inizio insipido per tutti, ma che da subito comincia a prendere posto alle cose di tutti i giorni, quelle inutili e talvolta quelle importanti.

Si entra così, in punta di piedi, nel mondo delle carpe, quelle giapponesi o comunque quelle colorate, e spesso ci si dimentica che sono animali complessi, capaci di sentimenti, bisognosi di coccole, e soprattutto di un ambiente adeguato.

Tenere in casa un cane, un gatto o un normale animale domestico è difficile solo per la parte che riguarda l’alimentazione e le cure, in quanto non ci preoccupiamo dell’ambiente che li circonda. Essi infatti corrispondono al nostro ambiente terricolo in cui respiriamo aria, dovendoci unicamente difendere dal freddo, dal caldo, dal sole o dalla pioggia.

In ambiente acquatico cambia tutto. Tutto è ribaltato.  La parte più importante è giocata dall’ambiente circostante, l’acqua, tutt’altro che semplice da gestire in quanto in essa vi sono importanti variabili che possono trasformarla in un ambiente terribilmente ostile per i pesci.

Anche se all’apparenza l’acqua sembra sempre e solo acqua, possiamo comprendere meglio questo concetto se consideriamo l’acqua quale bevanda: Non penseremmo mai di bere acqua putrida o contaminata da agenti chimici o tossine.

Se pensiamo a ciò cominciamo a capire qualcosa sull’importanza dell’acqua nella gestione dei pesci, animali che, pur adattatisi in milioni di anni a condizioni via via mutevoli, possono vivere solo in “certe” acque.

Oggi in Italia l’abitudine a scegliere, sin da principio, una Koi come animale d’affezione è ancora abbastanza sconosciuta. Ma è assolutamente vero che per ogni appassionato che apre un laghetto, dopo un inizio titubante, si assiste ad un rapido incremento degli obiettivi e, dal semplice pesce rosso iniziale, arriva ben presto a desiderare la Koi giapponese.

Sì, perchè esiste una bella differenza tra le “vere” koi, nate e selezionate in importanti allevamenti giapponesi, e le carpe colorate che troviamo in vendita nei normali negozi tematici anche se, queste ultime, sono re-incroci non selezionati di precedenti “genitori” giapponesi.

La selezione è importantissima! Si parla infatti di varietà non di specifiche razze.

Da due genitori “Kohaku” (tipo di carpa a base bianca con macchie rosse) non nascono necessariamente solo kohaku e comunque non tutte di alto pregio. Da una selezione di mille nati solo 4 o 5 saranno carpe koi giapponesi “in standard“. Gli altri saranno smistati per il mondo a soddisfare un mercato meno esigente.

Le rigide selezioni fanno lievitare enormemente il valore di questi pesci e le gare di bellezza contribuiscono ad un confronto ed una ulteriore selezione della loro bellezza. Non è difficile trovare koi dai costi importanti.

Pesci di tale calibro, ma questo vale in generale per tutti, non possono essere buttati in un laghetto senza conoscerne di questo i valori quali: ammoniaca, nitriti, fosfati, nitrati, Gh, Kh e Ph. e fare in modo che questi valori non subiscano pericolose oscillazioni.

I laghetti finiscono così per essere un costo non indifferente per via della strumentazione necessaria; dopotutto non si può pensare di avere un “Raffaello” attaccato alla perete di casa senza che abbia ambiente adeguato e sufficiente protezione dai possibili furti.

Ecco che allora l’acqua o meglio tutti i suoi parametri necessitano di un controllo costante per riprodurre per quanto possibile l’ambiente ideale al pesce per ottenere da lui il massimo della salute necessaria a contrastare le piccole infezioni o malattie che possono presentarsi.

Allora sì che potremo tornare ad utilizzare la frase “SANO COME UN PESCE”.

Buona koi a tutti.

                                              LIO FORNELLINO

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