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Costruire un Koi Pond: cenni e suggerimenti

Più la gente ammira le Koi e più ne vorrebbe possederne una (o 10 o 50). Ma per rendere concreto il passaggio dal sogno, al laghetto da sogno, vi sono  un sacco di informazioni che devono essere prima lette / viste / ascoltate e poi assimilate e messe in pratica se si vuole avere una possibilità di successo.costruire

Un Koi Pond è infatti un habitat appositamente pensato e costruito per ospitare dei veri gioielli viventi e, come tale, si differenzia nelle sue caratteristiche da qualsiasi altro laghetto da giardino. E’ vero, è possibile introdurre Koi in tanti e diversi tipi di  “specchi d’acqua” ma, di solito,  il risultato è un disastro in attesa di accadimento e pur riuscendo a farla franca per un pò, l’epilogo è prevedibile.

Quindi, per evitare agli aspiranti  Koi Keeper di mettere  la “ carpa davanti ai buoi “,  ecco un approccio logico a ciò che può essere, e in molti casi è, un hobby molto gratificante ed affascinante.

In questo articolo vorrei condividere con voi alcune riflessioni per aiutarvi a costruirlo bene sin dall’inizio, poichè quello che molti fanno è semplicemente scavare una buca, stendere un telo, aggiungere acqua e qualche pesce (per poi chiamarlo Koi Pond) salvo accorgersi a posteriori che non funziona come dovrebbe e doverlo correggere, modificare o ampliare (sempre purtroppo impossibile da effettuare a basso costo) .

Costruire un Koi Pond

Cominciamo con una prima regola fondamentale e due consigli di buonsenso.

La regola è la seguente:  NON ACQUISTATE ALCUN PESCE…… ANCORA! 

Mentre i consigli sono:

• Cercate di far parte di una comunità di appassionati. Leggete tutto quello che potete sull’argomento. Ascoltate tutti coloro che risponderanno alle vostre domande, qualsiasi suggerimento essi vi offrano. Avrete un sacco di pareri contrastanti, ma dopo un po’ sarete in grado di “separare il frumento dalla crusca” ed iniziare a formulare una base d’azione fondata sulle vostre convinzioni e da queste partire con la VOSTRA pianificazione.

• Andate a vedere più laghetti che potete, fate domande al suo proprietario su come è stato costruito e come funziona,  quali sono stati i suoi errori e le insidie che ha trovato ​​lungo il percorso di costruzione (e che voi potete così evitare). Dopo un po’ comincerete ad avere qualche idea di cosa il vostro budget e la vostra immaginazione  vi consente di realizzare. Continuare la vostra ricerca fino a trovare il laghetto, installato e funzionante,  provato e verificato, che più si avvicina a ciò che si pensa si desideri.

• Un modo ideale per avere la bellezza di un giardino d’acqua e il piacere distinto di un Koi Pond è quello di averli entrambi!!!.  Un incantevole giardino d’acqua che ci mostra un caleidoscopio di colori dove le piante non possono essere disturbate (o mangiate) dai pesci e le Koi possono essere ammirate in tutta la loro bellezza, libera da vasi e da vegetazione,  è possibile…….. ma và pianificato sin dall’inizio .

Ricordate che la corretta progettazione porta numerosi vantaggi come ad esempio pesci più grandi, meno sedimenti, temperatura adeguata, acqua chiara, notevole riduzione delle spese di manutenzione, un ambiente molto più naturale.

Anche se affronteremo unicamente gli aspetti della costruzione di un laghetto con il telo (lainer) l’ unica differenza tra questo e un laghetto di qualsiasi altro materiale è unicamente quello che viene utilizzato per contenere l’acqua; tutti gli altri aspetti tecnici sono gli stessi: scarico di fondo, alimentazione a gravità del sistema di filtrazione, trattamento biologico e ritornare al laghetto con pompe di ricircolo.

UBICAZIONE

Forse uno degli aspetti più difficili (e veramente critici) nel progettare un Koi Pond è la fondamentale domanda iniziale: dove lo mettiamo?

L’obiettivo di porsi questa domanda è quello di permetterci di godere il più possibile il nostro laghetto e quindi, idealmente , esso andrebbe collocato dove possiamo vederlo dalla casa tutto l’anno.

Di conseguenza il metterlo “là fuori da qualche parte nel giardino”, può sì salvarci nell’immediato da qualche problema pratico ma non sarà mai la migliore soluzione. E se per non scendere in compromessi costruttivi abbiamo bisogno di demolire un vecchio muretto in cemento o ristrutturare un angolo di terreno o addirittura trapiantare o rimuovere alcune piante o alberi esistenti, statene certi che nel lungo periodo ne sarà valsa la pena.

Per decidere dove andrà e come potrebbe mostrarsi alla vista una volta terminato, bisogna utilizzare l’immaginazione che può essere aiutata utilizzando una corda o un tubo da irrigazione per delineare il perimetro del laghetto sul terreno. Dopo aver osservato per diversi giorni e da diverse angolazioni potrete effettivamente capire che avete trovato il luogo ideale del vostro “paradiso d’acqua”.

Ricordate che il vento che increspa la superfice del laghetto consente una ottima ossigenazione dell’acqua, per cui controllate la direzione del vento e posizionate il pond in modo che corra per la maggior lunghezza lungo l’asse delle correnti d’aria.

DIMENSIONI E PROFONDITÀ

Una volta che il “dove” è stato deciso abbiamo bisogno di determinare la dimensione e la profondità.

Se non abbiamo limiti imposti da condizioni vincolanti, un laghetto ideale per l’hobbista medio è compreso tra i 10 ed i 20 m3 di volume d’acqua, tenendo conto di contenere il parametro di ospitalità nei “canonici e tradizionalmente indicati” 1000 litri d’acqua per ogni Koi adulta (da 60 a 70 cm). Mantenendo questo parametro si concederà loro uno spazio idoneo per vivere e crescere e il laghetto nel suo complesso ne guadagnerà in armonia, non presentandosi alla vista come un ambiente saturo ed affollato.

Ricordate che è un elevato rapporto tra la superficie e il volume d’acqua del laghetto a garantire un’ottimale diffusione dell’ossigeno dall’atmosfera all’acqua e quindi un profilo batimetrico a “V” sarà sicuramente più efficace rispetto ad un profilo ad “U”.

Sarà anche necessario conoscere sin dall’inizio, calcolandolo, l’esatto volume d’acqua della vasca principale poichè questo dato ci servirà per dimensionare il sistema di filtrazione ed a determinarne la portata d’acqua dell’impianto (pompe e tubazioni).

Suggerimento: mantenete se possibile una larghezza della vasca minore di 5 mt così che quando dovessimo per qualsiasi motivo (e ce ne saranno di motivi, statene certi) prendere un pesce abbiamo la possibilità di estendere il retino da un lato all’altro.  

SCARICHI DI FONDO

Se dovessero scrivere i Dieci Comandamenti di come si costruisce un Koi Pond il primo reciterebbe: “ Tu non costruire nessun laghetto senza un corretto scarico di fondo”.

La progettazione ideale di un Koi Pond prevede infatti la predisposizione di uno scarico continuo in gravità per l’alimentazione del sistema di filtraggio.

Perché preferire l’alimentazione a gravità?

Perchè  così la “roba grossa” che entra nello scarico rimane il più intatta possibile e può depositarsi nel primo stadio del sistema di filtrazione (camera di sedimentazione – vortex) o venire eliminata più facilmente dalla filtrazione meccanica.

Perché  alimentazione continua?

Perché la materia organica statica sul fondo del laghetto, o nei tubi di scarico in attesa di eliminazione, diventa rapidamente anaerobica per mancanza di ossigeno, iniziando la produzione di acido solforico (odore di uovo marcio) e ponendosi così come una grave minaccia per la salute ed il benessere delle nostre preziose amiche.

Questo è il motivo per cui il sistema di filtraggio NON DEVE venire arrestato in inverno, anche in presenza di incompatibilità ambientali tra il freddo e l’acqua. Perché dico questo?  Seguite questa linea di ragionamento: se il volume d’acqua non viene ricircolato dove trovate la peggiore acqua nel laghetto? IN FONDO. Dove i pesci stazionano preferìbilmente in inverno? IN FONDO. Se non facciamo “correre” ininterrottamente i nostri sistemi forziamo le Koi a vivere nella propria (e continuamente peggiore) fogna.

FILTRAZIONE

La chiave per mantenere delle Koi in salute è la qualità dell’acqua e la chiave per la qualità dell’acqua è una filtrazione adeguata ed appropriata.

Qualsiasi sistema di filtrazione (e l’enfasi è sul sistema ) dovrebbe includere i seguenti quattro elementi essenziali:

Scarichi di fondo – Come già detto il Pond deve essere costruito in modo tale che il sedimento del laghetto sia mantenuto in movimento verso il dreno, alimentando così, a gravità, il sistema di filtrazione. Un tubo di PVC da 110 mm di diametro (quello comunemente usato) può trasportare per gravità circa 15000 lt/h, ma ricordate che la sua portata iniziale si riduce man mano che dentro al tubo stesso cominciano a crescere… le “cose”.  Se si utilizzano due o più dreni non devono mai essere collegati da una “Y” ma entrare separati in una camere di decantazione.

Suggerimento: una parola sull’alimentazione in gravità dove la regola di base è che l’acqua cercherà sempre il proprio livello.

Se si posizionano due contenitori (o anche di più) fianco a fianco (come un laghetto e una camera di decantazione), collegati tra loro con un tubo posto in qualsiasi punto al di sotto della linea di galleggiamento, e si riempiono d’acqua, il livello dell’acqua si uniformerà da uno all’altro.

Se si pompa acqua da uno di questi contenitori, l’acqua dall’altro scorrerà verso questo per compensarne l’uscita. Così  funziona un sistema di ricircolo a gravità. Fino a quando la pompa è in funzione il livello dell’acqua del filtro (contenitore a valle) sarà sempre leggermente al di sotto del livello del laghetto, con l’acqua del pond che sta sempre cercando di recuperare.

Quanta differenza vi sia tra i livelli dipende dalla portata della pompa:  maggiore è l’uscita della pompa più basso il livello d’acqua nei contenitori del sistema di filtrazione (con una pompa da 10000  litri all’ora,  scenderà il livello di circa 2,5 cm).

Camera di Assestamento – La più efficiente è chiamata Vortex, un contenitore conico dove l’acqua entra per la tangente a circa due terzi del suo lato lungo, provocando un movimento vorticoso che spinge le particelle più grossolane di sporco verso l’esterno e dove, per gravità, cadono verso il basso. Una linea di spurgo è posizionata sul fondo del cono così che quando vediamo un accumulo di detriti dobbiamo solo aprirne la valvola per sbarazzarsi di esso.

Per la maggior parte dei laghetti il Vortex deve misurare almeno 1 mt di diametro con un 1 mt di profondità, in modo da rallentare il flusso d’acqua e consentirle di rilasciare lo scarto pesante. Ogni contenitore più piccolo è inefficace sopratutto alle tipiche portate d’acqua dei Koi Pond (8000 – 12000 litri/ora). La regola generale è quindi questa: maggiore è il diametro del Vortex e maggiore il flusso d’acqua che possiamo permetterci di mantenere.

Filtrazione meccanicaIn questa fase riusciamo effettivamente  ad estrarre od intrappolare il materiale di scarto eliminandolo dal flusso d’acqua. Le particelle di sporco possono aggrapparsi a qualunque cosa mettiamo nel percorso dell’acqua e le scelte del materiale sono numerose: spazzole con setole di nylon o altro materiale sintetico, lastre di matala, spugne, barriere forate di plastica o reti di acciaio inox.

Tuttavia, qualunque soluzione sia scelta, essa deve essere pulita di tanto in tanto e poichè non stiamo chiedendo a questo supporto di eseguire una funzione biologica, un tubo da giardino e acqua (clorata) dell’acquedotto vanno bene. Per i più pigri esistono sistemi self-cleaning come i trommel filter.

Reattore biologico –  E’ il cuore del sistema, dove i prodotti chimici invisibili come l’ammoniaca e nitriti vengono “mangiati” dai batteri buoni forniti da Madre Natura.

Ricordate, ogni superficie sotto l’acqua (questo significa ruscelli, cascate, ai lati del laghetto, tubi di ricircolo), è un posto per i batteri dove risiedere e lavorare per voi. Ma siccome, di solito, abbiamo sempre troppi pesci in troppo piccoli specchi d’acqua, questa superficie non è sufficiente per sostenere il carico organico generato.

Così  è necessario predisporre un qualche tipo di materiale (al di fuori dello stagno) su cui i batteri possono colonizzare.

Che tipo di materiale? Chiedi a dieci persone diverse e otterrai dieci risposte diverse. Eccovi alcuni esempi : link

La regola generale è quella di ottenere la zona con più superficie per il volume più piccolo. Personalmente mi piace la stuoia giapponese per la sua leggerezza e facilità nella pulizia (purtroppo anche se diamo ad essa l’acqua più pulita possibile, nel corso del tempo lo sporco si accumulerà e dovremo pulirla) ed ovviamente i kaldness plastici.

Non mi piace la roccia lavica o qualsiasi altro tipo di aggregato naturale poroso perché tende a intasarsi nei suoi canali ed è poi difficile da pulire a fondo (inoltre potrebbero catturare e mantenere al loro interno prodotti chimici usati in trattamento medicali).

Suggerimento: sul mercato sono disponibili diversi sistemi di filtraggio ma è la dimensione il dato fondamentale. Non esiste una formula matematica per determinare il rapporto filtro-acqua e quindi dobbiamo fidarci da quanto dichiarato dal costruttore. La scienza però ci aiuta a decidere sulle dimensioni partendo dalla quantità presunta di carico organico da smaltire. L’approccio migliore è quindi consultarsi con koi keeper esperti e sopratutto…… SOVRADIMENSIONARE non fà mai male.

CENNI SULLA COSTRUZIONE

Definiti tutti i parametri teorici del nostro laghetto,  il passo successivo è quello di tracciarne il perimetro con della calce in polvere, con una corda o con un tubo flessibile di irrigazione in modo da poter realmente visionare l’impatto nel  posto che hai scelto.

E’ sicuramente un bene lasciare questa situazione per un paio di giorni in modo da vedere se il risultato visivo è davvero quello che avevi immaginato.

Poi potete iniziare a scavare.

Suggerimento:  se vivete in una zona climatica dove in inverno la formazione di ghiaccio potrebbe rilevarsi un problema predisponete una pendenza del laghetto ai lati di circa 20 gradi in modo tale che il ghiaccio, mentre si espande, possa scorrere verso l’alto invece di muovere verso l’esterno (magari attraverso il liner). Il bordo del laghetto dovrebbe essere leggermente superiore rispetto al terrreno in modo da impedire all’acqua piovana di refluire nello stesso.

Scavate la trincea per il tubo da 110 dello scarico di fondo dal centro del laghetto fino a dove andrà posizionato il sistema filtrante.  Se non è possibile predisporre un unico tratto diritto, è meglio usare i gomiti a 45° per aumentare o ruotare il tubo anziché quelli da 90°;  meno curve ci sono meglio è.

Mettere lo scarico di fondo e le tubazioni in posa per controllarne la correttezza delle misure prima di incollare il tutto. E’ una buona idea coprire la parte superiore del tubo di drenaggio per impedire che entri sporco durante i lavori. Se lo scarico è posizionato su un suolo argilloso non c’è bisogno di affondarlo nel calcestruzzo perché sarà il peso del laghetto stesso a tenerlo fermo.

Prevedere la presenza di uno o più Skimmer è davvero importante. E’ un componente poco costoso ma contribuisce a mantenere in un ottimo aspetto la superficie del laghetto. I ritorni dal sistema di filtrazione al laghetto (pompaggio in continuo) sono di solito per il tramite di una cascata  

Ora è il tempo di controllare le dimensioni del laghetto e calcolare  le dimensioni del liner di cui avremo bisogno.

Controllare che il telo che volete usare sia trattato in modo da non risultare tossico ai pesci o alle piante, che sia resistente ai raggi UV ed offra doti di elasticità e robustezza. Il colore dovrebbe essere nero poichè esso garantisce un effetto naturale ed offre a pesci e piante l’ambiente più indicato.

Per calcolare il telo necessario eseguire la seguente formula: lunghezza x larghezza = metri quadrati necessari.  La LUNGHEZZA si calcola misurando la lunghezza del laghetto e sommando due volte la profondità.  La LARGHEZZA si calcola misurando la larghezza e sommando due volte la profondità’. Calcolare inoltre almeno 60 cm di telo in piu’ per ogni lato.

Un laghetto lungo 3 metri e largo 2 metri con una profondita’ massima di 40 cm avra’ la seguente formula: LUNGHEZZA = 3 mt + 0.40 mt (profondità) + 0.40 mt (profondità) + 0.60 mt (bordo) + 0.60 mt (bordo) = 5.00 mt LARGHEZZA = 2 mt + 0.40 mt (profondità)+ 0.40 mt (profondità)+ 0.60 mt (bordo)+ 0.60 mt (bordo) = 4.00 mt   TOTALE TELO DA ORDINARE = 5.00 x 4.00 = 20,00mq

Si aggiungono 60 cm per i bordi per due buoni motivi:

1. Nessun tipo di telo si può sostenere senza pieghe ed è perciò necessaria una superficie di telo più grande.

2. Se il telo ha una sporgenza sufficiente, non si corre il rischio di avere parti del bordo scoperte dalle quali l’acqua può fuoriuscire e di conseguenza erodere il terreno. E’ possibile inoltre costruire una barriera contro l’uscita dell’acqua per capillarità. Il terreno circostante i bordi, l’erba e soprattutto le radici aspirano l’acqua dal laghetto.

Suggerimento: NON TAGLIARE  l’eccesso di telo fino a quando non si è sicuri che esso non è necessario(a laghetto riempito quindi). Questa è una lezione imparata nel modo più duro da troppi di noi costruttori.

Ora, se il buco è perfetto ed il telo è sufficiente, è giunto il tempo di posarlo non senza prima però aver effettuato un controllo del livellamento ed orizzontalità del bordo in modo da assicurare la stessa profondità in ogni punto.

Riempire il fondo con uno strato di 5-8 cm di sabbia fine umida compattata per ridurre il rischio di danni per pietre sporgenti o radici e prevedere altresì una imbottitura (tessuto non tessuto è l’ideale) sotto il telo

Una volta steso il telo e flangiato il dreno di fondo, lasciare alcune ore il telo al sole e poi riempire gradualmente. Appena il Pond si riempie (lentamente mi raccomando) è possibile appiattire le pieghe con il peso dell’acqua che inizia a lavorare a vostro favore. Non è però una buona idea lasciare agire l’acqua da sola nell’ appiattire le pieghe (come farebbe l’aria in un palloncino) in quanto questo provocherebbe un assottigliamento del rivestimento.

La migliore soluzione sarebbe riempire il laghetto, lasciare riposare per un paio di giorni, poi pompare l’acqua fuori e re- iniziare il processo di riempimento e rimozione delle pieghe.

Suggerimento: Quando si riempie il laghetto per la prima volta l’acqua deve essere misurata in modo da sapere con certezza quanta ne contiene il pond e tutto il sistema di filtraggio insieme.

Avrete bisogno di queste informazioni se / quando dovrete trattare i pesci per parassiti o altro in quanto i dosaggi sono quasi sempre basati sul volume di acqua.

Ora tocca al sistema di filtrazione. Ricordate: se il sistema di filtraggio non produce una buona qualità delle acque di ricircolo, non possiamo tenere Koi nel lungo periodo.

Non importa quale sia la forma scelta dei contenitori destinati alla filtrazione, fintanto che essi trattengono l’acqua e non mutano la loro forma quando sono riempiti. Ricordate però che come la camera di sedimentazione non funziona se l’acqua corre troppo veloce ed il filtro meccanico non funziona se tutta l’acqua non è costretta ad attraversare il mezzo filtrante, allo stesso modo la stazione di trattamento biologico non funziona se l’acqua può “andare in giro” per il supporto che avete scelto come la casa dei “batteri buoni”.

L’acqua infatti cercherà la minima linea di resistenza e tutti i vostri sforzi saranno nulli se essa non passa attraverso i media colonizzati.

Ora possiamo avviare la pompa e testare il nostro sistema di ricircolo alimentato a gravità.

La pompa dovrebbe, ovviamente, essere posizionata al di fuori del laghetto e movimentare  8000-10000 Lh .

Normalmente non deve creare molta pressione e la cascata che produce non dovrebbe né assomigliare né “suonare” come le Niagara Falls; l’effetto dovrebbe essere rilassante, non cinetico o frenetico (ma questa è una cosa personale). La maggior parte dell’acqua pompata nel laghetto andrà a creare la corrente di cui abbiamo parlato in precedenza. I pesci amano questo moto del fluido e lo sporco viene spostato verso lo scarico di fondo.

La spesa per il funzionamento della pompa da laghetto dipende dal modello prescelto e dalle sue specifiche di portata massima e potenza assorbita e può essere calcolata così:  Ampere x tensione = Watt x 24 ore diviso per 1000 = chilowattora (kWh).  Esempio: 3 ampere x 120 volt = 360 watt x 24 ore = 8640 watt diviso 1000 = 8,64 kWh per  costo kWh (il mio è di 0.18 centesimi) = 1,55 euro al giorno per azionare la pompa

Ricordate che la nostra stazione di trattamento biologico è solo RE-attiva e non pro-attiva e quindi ha bisogno di adattarsi a qualsiasi aumento del carico bio (non possiamo mai aggiungere tanti i pesci in una sola volta). Ci vorranno un paio di mesi alla stazione di trattamento biologico per mostrare valori accettabili nelle vostre letture di test dell’acqua. Non dovremmo MAI spegnere i nostri sistemi di filtrazione perché ci vogliono almeno un paio d’anni o giù di lì per un sistema per diventare maturo. Se lo spegniamo ogni anno dobbiamo passare attraverso quella sanguinosa “sindrome da nuovo stagno” ad ogni primavera. E non avremo mai una maturità.

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    By: Fabio Fontana

    Fabio Fontana, per gli amici Jimmy, vive a Volta Mantovana ed è il titolare della PlanetKoi, azienda che propone carpe Koi importate unicamente dal Giappone. Da anni si occupa di progettazione ed automazione di laghetti.

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