Goshiki Ogon: da Aoki a Luca Ceredi Koi Farm

Il Goshiki Ogon è una varietà poco conosciuta della famiglia delle Hikari-Moyomono.

E’ una koi metallica pluricromatica, che risponde a tutti i canoni di un normale Goshiki ma con il pigmento metallico.

Goshiki Ogon

CARATTERISTICHE DELLE GOSHIKI OGON

I primi Goshiki compaiono in Giappone agli inizi del 1900, non si sa esattamente come, ma circolano due teorie al riguardo.

La prima teoria, maggiormente accreditata, dice che furono ottenuti crossando Narumi Asagi con Aka-Sanke o Aka-Bekko. La seconda teoria dice che i Goshiki apparvero la prima volta come mutazione dalle Narumi Asagi e furono chiamati all’inizio Goshiki-Asagi.

Goshiki Line secondo la prima teoria

 

 

 

 

 

 

Goshiki Line secondo la seconda teoria
Come forse appariva un Goshiki-Asagi (Narumi Hana Asagi, Miyashike Koi Farm)

I primi Goshiki erano koi con cinque colori, da qui il nome Goshiki.
1° colore: bianco = la base bianca
2° colore: grigio = il reticolo della Asagi
3° e 4° colore: blu e nero=il sumi della Sanke, sashi bluastro e kiwa nero
5° colore: rosso = il beni della Sanke

Goshiki del 1985 (Otsuka Koi Farm)

Con l’andare del tempo queste koi sono state molto raffinate nell’ intento di ottenere reticoli sempre più netti e delineati, meno impastati, e macchie rosse sempre più pulite. Oggi un Goshiki, se lo descriviamo per sovrapposizione di strati, si definisce così:
1° strato=base bianca e non metallica
2° strato=un reticolo da Asagi (dal grigio al nero, a seconda della varietà di Goshiki: Nezu, Mameshibori, Kinday e Kuro)
3° strato=macchie rosse kohaku-style

Mameshibori Goshiki (Hiroi Koi Farm)

Nezu Goshiki (Kanno Koi Farm)

Kinday Goshiki (Minuma Koi Farm)

Kuro Goshiki (Aoki Koi Farm)

In Giappone nella valle dietro la città di Ojiya, Prefettura Niigata, Haruo Aoki e suo figlio Motoyoshi Aoki allevano Koi da oltre vent’anni. Inizialmente solo Go-Sanke, successivamente Goshiki, Doitsu Goshiki, Doitsu Kohaku, Doitsu Sanke, Kujaku, Kumonryu, Beni-Kumonryu, Kikokuryu, Kin Kikokuryu, Doitsu Hariwake, Kikusui, Heisei-Nishiki, Doitsu Shochikubai.

Haruo Aoki

Motoyoshi Aoki

Nell’ultimo decennio, Aoki Koi Farm produce anche Goshiki Ogon, crossando Kujaku con Goshiki.

Queste koi metalliche somigliano alle Kujaku, ma diversamente da queste e come i Goshiki, devono avere macchie rosse prive di reticolo. Il reticolo deve essere definito quanto più possibile, idealmente con la squama grigia orlata in nero (come quella di una Konjo Asagi), ma anche con la squama interamente nera (come nelle matsubagoi).

Le macchie devono essere rosse e non arancioni, perché i Goshiki rispetto alle Kujaku, per essere tipici devono mostrare un pattern rosso da Go-Sanke. Possono avere i motoaka ed anche i motoguro, sebbene siano penalizzanti, i secondi maggiormente dei primi ad eccezione della versione Kuro.

Nezu Goshiki Ogon (Aoki Koi Farm)

Kuro Goshiki Ogon (Aoki Koi Farm)

 

Goshiki Ogon Line

Le Kujaku sono koi metalliche, con macchie arancioni o rosse kohaku-style, discendono dalle Matsubagoi, che a loro volta discendono dalle Konjo Asagi ed hanno avuto uno sviluppo parallelo a quello delle Narumi Asagi e delle successive Go-Sanke.

Per questo motivo i Goshiki Ogon di Aoki hanno un pattern rosso decisamente kohaku-style.

Matsuba Ogon Line

 

Le Kujaku si differenziano dai Goshiki Ogon proprio per la sovrapposizione degli strati, infatti:
1° strato=base bianca metallica
2° strato=macchie arancioni da Hariwake o rosse da Platinum Kohaku
3° strato= un reticolo da Matsubagoi

Kujaku (Konishi Koi Farm)

Il cross utilizzato da Aoki è stato provato anche da Joji Konishi di Konishi Koi Farm, in questo caso si è prodotto un ibrido che è stato chiamato Hanhangoi (=koi metà.. metà..), ossia metà Goshiki e metà Kujaku.

Si presenta come una Kujaku con pochissimo pigmento metallico, ma sebbene queste koi possano essere interessanti in un laghetto, restano degli ibridi inclassificabili.

Ibrido “Hanhangoi” (Konishi Koi Farm)

Ibrido “Hanhangoi” (Konishi Koi Farm)

 

LUCA CEREDI KOI FARM

Luca Ceredi, da oltre vent’anni, alleva le sue Koi in Italia, a Borello di Cesena (FC). La sua Koi Farm produce ogni anno circa 500 tosai di diverse varietà: Go-Sanke, Asagi, Shusui, Kawarigoi, Goshiki, Kujaku e, ovviamente, anche Goshiki Ogon.

Come Aoki, Luca Ceredi per ottenere Goshiki metallici crossa una femmina Kujaku con un maschio Kuro Goshiki.

Kujaku femmina (Luca Ceredi Koi Farm oyagoi)

Kuro Goshiki maschio (Luca Ceredi Koi Farm Oyagoi)

Nell’allevamento delle koi la compatibilità fra due riproduttori è importante quanto la genetica, ma se la genetica può essere più o meno nota al momento della scelta dei riproduttori, la compatibilità si può verificare solo in base alle koi che nasceranno.

Per produrre buone koi, parte del lavoro è costituito dal mix genetico e quindi dalla scelta della giusta coppia di riproduttori. La parte restante del lavoro è data dalla selezione che l’allevatore opererà fin dall’inizio sui fry-fish (= Koi appena nate).

Kujaku & Goshiki Ogon (Luca Ceredi Koi Farm)

Kujaku & Goshiki (Luca Ceredi Koi Farm)

Goshiki Ogon (Luca Ceredi Koi Farm)

I due riproduttori scelti da Luca hanno dato buoni risultati.

Ma perché? Con quali criteri li ha scelti?

Luca in effetti voleva produrre Kujaku con un buon reticolo, ed avendo a disposizione un maschio Kuro Goshiki pensò fosse la scelta giusta. L’allevamento molte volte è una percezione, o come mi ha riferito Luca stesso “un colpo di fortuna”.

La femmina Kujaku che Luca ha utilizzato è una “strana Kujaku”, molto più asagi-style che kohaku-style. Un elemento determinante è proprio il tipo di beni che questa Kujaku dimostra. Il beni kohaku-style non solo forma macchie tondeggianti sulla groppa, è anche profondo ed elastico. Il beni asagi-style al contrario, forma una specie di anello intorno alla groppa con una zona priva di colore rosso al centro a forma di “bocca” più o meno stretta, e tende a frammentarsi generando kanoko (=colorazione rossa spotted come la puntinatura del daino).

Anello rosso delle Asagi

Colorazione rossa delle Asagi

Colorazione rossa delle Asagi

Macchie rosse da Kohaku

Colorazione rossa da Kohaku

I Goshiki Ogon di Luca hanno un bellissimo reticolo che tende a delinearsi con l’età, proprio quel reticolo ideale per i Goshiki che deriva dalle Konjo Asagi, ma il pattern rosso tende a frammentarsi come nelle Asagi, e qua e là delinea a tratti il secondary-asagi-beni (=tratti di rosso che salgono dalla pancia e si estendono longitudinalmente sotto la linea laterale), aspetto che nelle koi kohaku-style è universalmente considerato difetto.

Beni frammentato Asagi-style &  secondary Asagi beni

I Goshiki metallici di Luca Ceredi sono comparsi agli occhi del pubblico la prima volta all’Italian Koi Show 2015, dove la giuria internazionale conferì ad uno di questi l’ambito Titolo di Varietà e di Misura, Hikari-Moyomono Classe 3.

Io ero molto curiosa di capire se questa koi fosse stata riconosciuta per quello che era, dai due giudici, sebbene tutto ciò non avrebbe potuto minimamente cambiare l’esito della partita fra le Hikari-Moyomono presenti quel giorno, capitanata, oltre ogni ragionevole dubbio, da una imponente Kujaku in splendida forma, che ricevette giustamente il titolo assoluto di varietà.

Quindi chiesi specificatamente ai giudici cosa pensassero della koi di Luca Ceredi.

Mi risposero che era “una strana Kujaku”, con una pelle molto lustra e brillante, cosa che per loro era il punto di forza di quel soggetto, un buon reticolo, ma che l’elemento meno riuscito erano le macchie rosse in quanto il reticolo da Kujaku lì non c’era, il che aveva penalizzato la valutazione.

Come vedere tanti alberi senza rendersi conto che si sta guardando una foresta. Ancora oggi penso che, se fosse stata riconosciuta la varietà della koi di Luca Ceredi, le avrebbero molto probabilmente assegnato il titolo di Most Unique Koi.

Luca Ceredi ha fatto tesoro del buon risultato ottenuto, e persevera nell’allevamento di questa varietà così poco conosciuta. Personalmente gli auguro di raggiungere e superare Aoki, ed allevare Goshiki metallici sempre migliori.

 

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