Ichthyioftirius Multifiliis

La Ictioftiriasi è una malattia causata del protozoo ciliato Ichthyioftirius Multifiliis.

Il nome deriva dal latino e significa “pidocchio del pesce dai tanti figli” ed è dovuto alla sua enorme velocità di riproduzione.

E’ un parassita obbligato che infetta gli epitelii della pelle e delle branchie dei pesci di acqua dolce. L’intera superficie del parassita è ricoperta di cilia mobili responsabili della sua locomozione sia nell’acqua sia attraverso la pelle dell’ospite che infetta. Ichthyioftirius

CICLO BIOLOGICO

Il ciclo del parassita comprende un solo ospite, il pesce, e prevede tre stadi:

Quella infettiva nella quale in forma allungata di Teronte (40 micron) si incista nella pelle del pesce sulla quale produce la caratteristica puntinatura bianca.

Quella di Trofonte (tondeggiante) durante la quale si accresce nutrendosi dei tessuti dell’ospite.

Quella di nuoto libero durante la quale, terminato l’accrescimento, si stacca dall’ospite per lasciarsi cadere sul fondo del laghetto. A questo punto il parassita si divide esponenzialmente attraverso una riproduzione asessuata in due poi in quattro, poi in otto, e così via, fino a raggiungere dopo poche ore, e 9-10 cicli di replicazione, i 500-1000 tomiti. Durante la divisione in tomiti non vi è aumento di dimensione.

Questi lasciano le cisti sotto forma di Teronti, acquisiscono una forma allungata. Il ciclo è completo.

Entro le 48 ore successive devono trovare un nuovo ospite altrimenti muoiono. La durata del ciclo del parassita dipende dalla temperatura dell’acqua del laghetto e dalla dimensione del parassita che si riproduce.

La temperatura ottimale per l’Ictio è di 22-25°C, per la quale il parassita impiega circa 16-18 ore per completare tutto il ciclo. Se la temperatura diminuisce il ciclo si allunga fino a 9-10 giorni.

PATOGENESI

La malattia è provocata da sbalzi repentini della temperatura dell’acqua. Sono inoltre maggiormente a rischio quei pesci che vivono in un ambiente poco adatto con scarsa qualità dell’acqua e nutrizione inadeguata.

SINTOMI del Ichthyioftirius

Quando i teronti si attaccano al pesce, questo si mostra agitato, iperattivo e si sfrega contro oggetti di arredo nel tentativo di eliminare il fastidio. Questo sintomo è aspecifico e comune a tutte le infezioni parassitarie.

A mano a mano che il danno provocato dal parassita al tessuto del pesce aumenta, se il tessuto interessato è la branchia si presenteranno sintomi da sofferenza respiratoria: ricerca di ossigeno in superficie con atti respiratori frequenti.

Se il pesce sopravvive alla infezione risulta immune alle successive infezioni anche fino a due anni dopo l’infezione primaria, grazie ad una produzione di anticorpi che si distribuisce ai tessuti e nel muco prodotto dal pesce.

DIAGNOSI

IchthyioftiriusLa presenza di puntini bianchi sparsi su tutto il corpo dei pesci può essere utile ai fini della diagnosi, ma vanno differenziati da quelli prodotti dall’Oodinium che invece risultano più numerosi e di dimensioni più piccole.

Questi puntini corrispondono a reazioni localizzate di iperplasia dell’epitelio, accompagnate da un aumento di produzione di muco causato dall’azione irritativa del parassita (ogni puntino contiene fino ad oltre un migliaio di parassiti).

Al microscopio ottico il Teronte si presenta di forma tondeggiante, con al centro un caratteristico ed inconfondibile nucleo a forma di ferro di cavallo.

E’ possibile anche vedere numerose particelle scure che talvolta possono nascondere il nucleo: il parassita accumula scrupolosamente queste particelle alimentari per la fase successiva del suo ciclo biologico, la riproduzione in cui necessita di consistenti riserve energetiche per la divisione.

TERAPIA

Termoterapia a 30°C per alcuni giorni.

Sale 6 gr/litro per 10 giorni.

Blu di Metilene

Formalina

Verde malachite 10mg di verde malachite per 1 litro d’acqua. 6 ml di questa soluzione bastano per trattare una vasca da 100 litri. Durata del trattamento 4-5 giorni e va ripetuto dopo una settimana.

Un altro utile trattamento antiparassitario lo si ottiene utilizzando il perossido d’idrogeno (Peridox®)

 

Vista al microscopio

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