Acriflavina

L‘Acriflavina è una sostanza arancio-bruno derivata dalla Acridina, colorante fluorescente, usata come antisettico locale, creata nel 1912 da Paul Ehrlich un medico ricercatore tedesco, usata durante la prima guerra mondiale contro la malattia del sonno.

Miscelata in acqua assume una colorazione giallo-verde. Essa può essere dannosa per gli occhi e per inalazione. Le preparazioni commerciali sono spesso associate con proflavina. La forma cloridrato è più irritante che la forma di base. E’ prodotta dalla unione chimica di 3,6-diammino-10-methylacridina con cloruro di 3,6-acridinediamina.

acriflavina
formula chimica C14H14N3Cl

 

L’Acriflavina è una sostanza chimica ben tollerata dalle Koi che può essere sovradosata in qualche misura, senza danno apparente al pesce, anche se ci sono stati rapporti che essa può sterilizzare pesce. Ci sono stati alcuni rapporti che l’Acriflavina potrebbe danneggiare il rivestimento esterno, o le cellule che producono muco, del pesce, ma ci sono prove insufficienti a sostegno di tale affermazione.

L’effetto sui batteri benefici non è chiaro, anche se ci si può aspettare un certo danno per il filtro nel breve periodo. Risulta invece dannosa per le piante. E’ quindi consigliato il trattamento in vasche di quarantena.

Ciò che rende l’uso dell’Acriflavina molto interessante è che può essere tranquillamente impiegata in combinazione con il Sale, Organofosfati, Blu di Metilene, Verde Malachite e Antibiotici. E’ pratica comune utilizzare una combinazione di Sale e Acriflavina in vasche di quarantena.

AZIONE FARMACOLOGICA DELL’ ACRIFLAVINA

La modalità d’azione dell’Acriflavina riguarda il legame con gli acidi nucleici (DNA) degli organismi che sono causa della malattia. Questo distrugge la capacità del patogeno di riprodursi, provocandone una morte rapida, prevenendo così la diffusione dell’infestazione. Non è ancora chiaro il motivo per cui l’Acriflavina ha questo effetto sul DNA all’interno delle cellule.

SPETTRO D’AZIONE

L’Acriflavina è stata utilizzata in passato per il trattamento di infezioni sistemiche batteriche, nonché di una serie di altre malattie, compreso l’Oodinium, l’Herpesvirus salmonilis, e molte infestazioni protozoarie. Nel recente passato, tuttavia, molti ceppi resistenti si sono sviluppati grazie al suo uso diffuso, di conseguenza, la sua efficacia è discutibile.

Agisce efficacemente su protozoi come Costia, Icthyo, Tricodina, Chilodonella, specie se associato a terapia col Sale. Previene e combatte l’infezione batterica (Flexibacter columnaris) e fungina (Saprolegna, Achlya) di ferite esterne.

Qualcuno la usa per l’effetto che essa può avere sulla Linfocisti. La Linfocisti è una malattia virale che causa verruche sulla pelle dei pesci. Non crea pericolo per la vita ma è molto deturpante.. L’Acriflavina può essere usata nella medicazione delle ferite verrucose della Linfocisti.

In concentrazione molto bassa è adatto per curare uova di pesci nella fase del loro sviluppo.

Alcuni sostengono che è l’unico trattamento efficace contro l’Idropisia (associata al trattamento con Sale).

PRECAUZIONI D’USO

– Rimuovere dal filtro carbone attivo e zeoliti

– Spegnere la lampada UV ed evitare illuminazione diretta (che inattiva la molecola)

– Aumentare l’aerazione

– Osservare i pesci a lungo all’inizio del trattamento

– Macchia i vestiti

– Non inalare

– Evitare il contatto con mucose (occhi, bocca, ecc.)

DOSAGGI

La sua dose terapeutica varia tra 1 e 10 mg/L. Le sue soluzioni sono stabili solo se conservate al riparo dalla luce.

L’effetto farmacologico dell’Acriflavina come tintura rimane attiva in una vasca, a condizione che il colore giallo rimanga evidente.

Bagno a breve termine: In un recipiente a parte con acqua e adeguata aerazione, preparare una soluzione al 10 ppm con l’aggiunta di 10 milligrammi per litro di Acriflavina. Mettere il pesce colpito in questo contenitore e rimetterlo nel laghetto dopo 2 ore. Questo trattamento può essere ripetuto dopo cinque giorni.

Trattamento topico: Per il trattamento topico delle lesioni sia da Linfocisti che di origine batterica o fungina, preparare una pasta con polvere di Acriflavina e alcool chirurgico e applicare direttamente sulla zona interessata. Questo trattamento va ripetuto, se necessario, per le ulcere ogni 3 a 5 giorni (3 trattamenti consecutivi su lesioni da Linfocisti). Se non è possibile ottenere Acriflavina in polvere, utilizzare la soluzione senza diluirla.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 × uno =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.