stress koi

Il ruolo dello stress nelle malattie dei pesci

Lo stress è una condizione nella quale un animale è incapace di mantenere il suo normale stato fisiologico a causa di fattori diversi che disturbano il suo “benessere” e si manifesta quando un pesce si trova in una situazione che oltrepassa i suoi normali livelli di tolleranza.

I principali fattori che causano stress possono essere:

Stressanti chimici

Stressanti biologici

Stressanti fisici

Vediamoli in concreto.

Stressanti chimici

  • Scadente qualità dell’acqua: bassa quantità di ossigeno disciolto, pH inadatto;
  • Contaminazione: trattamenti chimici o insetticidi o fertilizzanti
  • Composizione della dieta: tipo di proteine, aminoacidi
  • Azoto ed altri cataboliti: accumulo di ammoniaca o nitriti

Stressanti biologici

  • Densità: sovraffollamento
  • Altre specie di pesci: aggressione, territorialità, spazio per isolamento
  • Microrganismi: patogeni e non patogeni
  • Patogeni: parassiti interni ed esterni

Stressanti fisici

  • Temperatura: condizionante le difese immunitarie
  • Luce
  • Rumore
  • Gas disciolti

Stressanti dovuti alla gestione

  • Manipolazione
  • Spostamenti
  • Trattamenti terapeutici

In presenza di uno o più, dei fattori sopra elencati la Koi reagisce per effetto di quella che viene indicata in Fisiologia come il Fight or Flight Response (Risposta Combatti o Fuggi), il cui nome indica una serie di reazioni chimiche e di processi fisiologici che preparano il corpo ad una situazione di emergenza che può mettere in pericolo la sopravvivenza del pesce stesso.

Le principali reazioni di allarme sono:

  1. Gli ormoni delle ghiandole surrenali determinano un aumento dello zucchero nel sangue. Lo zucchero di riserva, come per esempio il glicogeno nel fegato, viene metabolizzato. Questo rappresenta una riserva di energia che prepara il pesce ad una reazione di emergenza.
  2. I processi di osmoregolazione vengono disturbati perché si modifica il metabolismo dei minerali. In questi casi la Koi tende ad assorbire un eccesso di acqua (iperidratazione) mentre, se in ambiente con acqua salata per trattamento, tende a perderla (disidratazione). Questa alterazione richiede l’impiego di più energia per il mantenimento dell’osmoregolazione.
  3. Aumento della respirazione, aumento della pressione sanguigna e i globuli rossi di riserva immessi nella sistema circolatorio.
  4. Le risposte infiammatorie vengono soppresse dagli ormoni escreti dalla ghiandole surrenali.

Un animale è capace di adattarsi allo stress per un periodo limitato di tempo, durante il quale può apparire ed agire in maniera normale, ma allo stesso tempo sta consumando le sue riserve energetiche a causa delle maggiori richieste derivanti dallo stato di stress stesso.

Una volta che le riserve dell’animale sono esaurite e la capacità adattiva non è in grado di raggiungere i suoi obiettivi (perché lo stress è stato troppo grave o è durato troppo a lungo) ecco manifestarsi la malattia.

La malattia è quindi una condizione anormale caratterizzata da una graduale degenerazione delle capacità della koi di mantenere le sue funzioni fisiologiche normali. Il pesce non è più in equilibrio con se stesso e con l’ambiente in cui vive.

Non tutti i pesci si ammalano o muoiono ogni volta che si manifesta un episodio morboso. Vi sono molti fattori che condizionano il tipo di reazione verso un organismo potenzialmente patogeno.

L’organismo (batterio, parassita o virus) deve essere veramente patogeno; l’ospite, il pesce, deve trovarsi in condizione di recettività, e inoltr devono essere presenti determinate condizioni ambientali perché la malattia possa manifestarsi.

Barriere protettive contro le infezioni

  1. Il muco costituisce sia una barriera fisica che impedisce l’ingresso degli organismi patogeni sia una barriera chimica perché contiene enzimi (lisozima) e anticorpi (immunoglobuline) che possono uccidere l’organismo che tenta di attraversarla. Il muco inoltre lubrifica la superficie del pesce e lo aiuta nei suoi movimenti in acqua.
  2. Le scaglie e la pelle funzionano da barriera fisica proteggendo la Koi dagli insulti fisici (traumi). Quando questa sono danneggiate è come se si aprisse una porta d’ingresso per i batteri ed altri organismi che possono da lì iniziare il processo infettivo.
  3. L’infiammazione ( risposta non specifica) è una risposta cellulare diretta contro tutte le sostanze estranee che entrano nell’organismo. Le sostanze estranee possono essere rappresentate dai batteri, i virus, i parassiti, i funghi oppure anche dalle tossine, L’infiammazione è caratterizzata da dolore, aumento del volume e della temperatura della parte colpita con perdita momentanea della funzione. E’ comunque una risposta di tipo difensivo in quanto rappresenta un tentativo di sequestrare, incarcerare l’elemento invasivo e distruggerlo.
  4. Gli anticorpi (risposta specifica) sono molecole formate dall’organismo per combattere un certo determinato organismo (quello e non altri) o comunque una certa determinata proteina (quella e non altre) che è riuscito ad entrare all’interno del corpo. La prima volta che l’organismo di una Koi si trova a contatto con un invasore, produce anticorpi specifici, cioè diretti contro quell’invasore, che lo proteggeranno in un futuro contatto (infezione) con lo stesso organismo. L’esposizione a quantità minime di un patogeno è estremamente importante perché così il pesce può sviluppare una difesa immunitaria adeguata. Un animale allevato in un ambiente sterile sarà pochissimo protetto contro le malattie. Gli animali giovani non hanno avuto ancora occasione di sviluppare una risposta immunitaria ed inoltre il loro sistema non funziona ancora bene come quello degli animali adulti e per questo motivo sono più soggetti alle malattie.

Effetto dello stress sulle barriere protettive

Muco

  1. Tutti gli agenti stressanti provocano una variazione della composizione chimica del muco che ne diminuiscono la sua efficacia come barriera chimica contro gli agenti infettanti. Lo stress altera l’equilibrio degli elettroliti fisiologici (sodio, potassio e cloro) con il risultato di un eccesso di ingresso di acqua nel corpo delle Koi e della richiesta di un maggior supporto per la osmoregolazione da parte delle componenti del muco.
  2. Lo stress fisico da manipolazione rimuove lo strato di muco dalla superficie del pesce. Ciò comporta una dim
    inuzione della protezione chimica, una diminuzione della funzione osmoregolatrice, una diminuzione della lubrificazione con conseguente maggior dispendio energetico durante il nuoto e una distruzione della barriera fisica verso gli agenti infettanti.
  3. Gli stress chimici (cioè i trattamenti terapeutici) spesso danneggiano lo strato di muco, con le conseguenze già descritte ai punti precedenti.

Scaglie e cute

  1. Le scaglie e la cute vemgono di solito danneggiati dalle operazioni di manipolazione. Ogni soluzione di continuità di queste strutture crea una porta di ingresso per gli organismi patogeni.
  2. I traumi derivanti da attività aggressive (stress da riproduzione o stress da comportamento) possono provocare danni alla cute e perdita di scaglie
  3. Le infezioni parassitarie danneggiano le branchie, la cute, le pinne e causano la perdita di scaglie e quindi aprono vie di ingresso per gli organismi patogeni batterici. Nella maggior parte dei casi i pesci colpiti da parassitosi in realtà soccombono per infezioni batteriche. Ma è il problema parassitario, insieme al danno fisico e alla risposta allo stress che crea la situazione la quale permette ai batteri di entrare nell’organismo del pesce e determinare una malattia letale.

Infiammazione

  1. A tutti gli stress conseguono alterazioni delle funzioni ormonali, con conseguente diminuzione dell’efficacia della risposta infiammatoria.
  2. Gli stress termici, ed in particolare la diminuzione della temperatura, sono potenzialmente in grado di bloccare completamente l’attività delle “cellule killer” del sistema immunitario, e quindi di mettere fuori gioco uno dei più importanti sistemi di difesa contro organismi invasori. Anche le temperature troppo elevate è probabile che siano altrettanto pericolose, sebbene attualmente non si possiedono precise conoscenza sulle conseguenze dei bruschi innalzamenti della temperatura.

Produzione degli anticorpi

  1. Abbiamo detto sopra che gli stress termici, e in particolare la diminuzione della temperatura, sono potenzialmente in grado di bloccare completamente l’attività delle “cellule killer” del sistema immunitario. Sotto gli effetti di questo stress, l’aumento dello spazio temporale necessario per attivare la risposta immunitaria concede tempo prezioso all’organismo patogeno per sopraffare l’organismo invaso.
  2. Gli stress prolungati limitano gravemente l’efficacia del sistema immunitario e perciò aumentano le chances dell’organismo patogeno invasore di determinare la malattia.

Dalla prevenzione dello stress alla prevenzione delle malattie

Il segreto nella prevenzione dello stress è la CORRETTA GESTIONE. Questo in pratica significa qualità dell’acqua ottimale, buona alimentazione e cura degli aspetti sanitari.

Qualità dell’acqua ottimale significa impedire che si accumulino detriti organici e cataboliti azotati, mantenimento di un pH appropriato e di un livello di ossigeno disciolto non inferiore ai 5 mg/l. La cattiva qualità dell’acqua è uno dei fattori maggiormente stressanti, se non il più importante, e che precede sempre gli episodi di malattia.

L’alimentazione ottimale è quella che soddisfa le richieste nutrizionali delle nostre Koi.

Una corretta gestione igienica implica la costante rimozione dei detriti e depositi dal laghetto e la disinfezione completa di vasche supplementari, dei retini, delle reti di ispezione e di ogni altra attrezzatura che viene oggi utilizzata dagli allevatori.

I detriti organici che si accumulano sul fondo costituiscono un ottimo substrato per la riproduzione di funghi, batteri e parassiti e la loro costante rimozione diminuirà in maniera drastica la quantità di agenti patogeni che i pesci devono contrastare.

Le buone pratiche di gestione dovranno tendere a ridurre al minimo gli stress al fine di diminuire la comparsa di focolai di malattia. Quando tuttavia dovesse copmparire un episodio morboso è assolutamente importante capirne la causa e anche le cause che hanno facilitato il suo insorgere. La correzione dei fattori stressanti deve comunque precedere e accompagnare il trattamento terapeutico, che rappresenta un mezzo artificiale che consente di rallentare la capacità agressiva degli agenti patogeni, in maniera che gli animali abbiano il tempo di costruire e utilizzare le loro difese immunitarie naturali.

Ogni stress che ostacola questa capacità naturale farà sì che il problema vada avanti e sia ricorrente; non appena che il trattamento terapeutico verrà interrotto, l’agente patogeno potrà riprendere la sua moltiplicazione e aggredire di nuovo gli animali. Il controllo della malattia dipenderà quindi e soprattutto dalla capacità delle Koi di superare l’insulto patogeno seppure con l’aiuto di un prodotto terapeutico efficacie e ben gestito.

 

elaborazione dal materiale didattico: Dispense di Malattie Parassitarie” Prof. Paolo Tassi  Corso di Laurea in Scienze della Maricoltura, Acquacoltura e Igiene dei Prodotti Ittici” – Università di Taranto

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quindici + 16 =