La stabilità dei colori nelle koi

La comprensione della colorazione e la stabilità dei colori nelle Koi è cosa molto difficile da prevedere essendo influenzata da una varietà di fattori.

Alcuni di questi fattori possono essere visibili e notati durante il controllo del potenziale acquisto ma altri, purtroppo, saranno assolutamente sconosciuti sia per l’allevatore che per il rivenditore e l’acquirente.

Lo scopo di questo articolo è di fornirne una panoramica, cercando di spiegare alcuni dei misteriosi cambiamenti che si possono notare nel proprio pesce.

Analizzare i cambiamenti di tutte le varietà delle Koi è quasi impossibile, sopratutto se dovessimo considerare tutte le modificazioni visibili nelle Komonryu e Suminagashi, nelle Shusui, nelle Asagi o nelle Ogon. Ci concentreremo sui possibili cambiamenti associati alle Wagoi e, in particolare, alle Kohaku, Sanke, Showa, Utsurimono, Bekko e Goshiki. Questo poichè è in queste varietà che esteticamente ed economicamente avvengono i cambiamenti più devastanti.

COSA PRODUCE I COLORI NELLE KOI

Il colore visibile su una Koi è l’effetto prodotto da tre pigmenti colorati contenuti all’interno di cellule chiamate Cromatofori. I pigmenti si dividono in Eritrina (di colore rosso), Melanina (di colore nero) e Xantina (di colore giallo).

Un cromatoforo ospita un solo colore e se lo osserviamo al microscopio ricorda le radici di una pianta.

colori nelle koi

A completamento dei pigmenti di colore vi sono gli Iridociti meglio descrivibili come delle piccole sfere riflettenti poste all’interno della pelle e contenenti cristalli di guanina, una sostanza iridescente del gruppo delle xantine.

Tutti i colori visibili sulle Koi sono quindi una miscela di questi componenti: ad esempio l’arancio è una combinazione di cromatofori rosso e giallo e  il marrone è una miscela di nero, giallo e rosso. Nelle Koi nessun pattern di colore consiste di un solo tipo di cromatofori, esso è sempre una combinazione di cromatofori che creano l’impressione di un colore solido.

Se non ci sono cromatofori presenti nel derma la Koi apparirà bianca a causa degli iridociti e la loro posizione all’interno della pelle ne definirà la sua proprietà riflettente. Se posti sulla superficie delle scaglie la Koi avrà un aspetto metallico, se presenti negli strati inferiori del derma la Koi mostrerà invece un bianco opaco.

In alcuni casi una combinazione di iridociti e cromatofori contenenti Eritrina si tradurrà in un colore oro lucido mentre il blu è il risultato di un pigmento nero situato nel profondo derma ed iridociti negli strati intermedi della pelle che, interferendo con la luce, danno la colorazione blu.

Pensate quindi alla complessità della miscela di cromatofori ed alla successiva combinazione con gli iridociti che dobbiamo prendere in considerazione se volessimo allevare Koi di colore viola o verde.

Proprio come gli iridociti anche i cromatofori possono essere posizionati sia sulla superficie della pelle, immediatamente sotto le scaglie che nella profondità del derma. Se essi sono presenti in densità anche la colorazione apparirà densa, tuttavia, è la posizione dei cromatofori che produce la “stabilità” del colore. I cromatofori sulla superficie della pelle produrranno sovente una colorazione instabile a causa della loro rimozione dovuta all’invecchiamento del pesce, quelli in profondità nella pelle invece sono più stabili ed hanno meno probabilità di rompere il colore.

L’ideale sarebbe avere lo stesso pigmento di colore in densità uguale in tutti gli strati della pelle. Ciò produrrebbe sia un colore denso che assolutamente stabile.

DA DOVE VIENE IL COLORE

I cromatofori, come detto, sono cellule che possono solo contenere il pigmento e quindi, non potendolo produrre, le Koi lo devono assumere dalla dieta. In natura questi pigmenti sarebbero provenienti da alghe, gamberetti, lumache ecc, ma nei confini di un Pond non ci sono a disposizione, naturalmente, alimenti in possesso di sufficiente pigmento per soddisfare le esigenze delle Koi.

E’ quindi importante alimentarle con cibi specifici contenenti esaltatori di colore, come per esempio i carotenoidi contenuti in gamberi e farina di pesce o i pigmenti provenienti dalla spirulina e dalla cantaxantina, un additivo comune negli alimenti.

Ovviamente, come con tutti gli alimenti per le Koi, è importante che anche questo mangime sia di alta qualità ovvero che possa garantire che i pigmenti presenti siano in forma assorbibile dal pesce nel proprio corpo. Se i pigmenti non sono somministrati, o lo sono ma di scarsa qualità o in misura insufficiente, i cromatofori non possono essere riempiti e la Koi apparirà pallida o poco colorata.

Ciò può comportare la mediocrità anche in una Koi di alta qualità potenziale. Ovviamente nutrire con un alimento colore-sviluppante può migliorare notevolmente l’aspetto di una Koi “povera” ma non può farla “grande” se essa è geneticamente scadente. colori nelle koi

Il segreto affinchè lo sviluppo naturale del colore faccia il suo corso, è quello di alimentare le Koi con parsimonia, permettendo così al pesce di utilizzare solo la quantità di esaltatori necessari ad uno sviluppo del colore nel lungo periodo, fino alla sua maturità. Se questo processo viene affrettato la Koi raggiungerà uno stato di finitura artificiale che essa non sarà in grado di mantenere nel tempo. colori nelle koi

Quando i cromatofori sono pieni di pigmento, l’eccesso viene espulso dalla Koi attraverso le feci. E’ possibile che aree bianche della Koi possano diventare rosa a causa di un accumulo temporaneo di eritrina, colorazione che scomparirà rapidamente non appena la quantità di addizionante viene diminuito. colori nelle koi

Ogni pesce nasce con un numero fisso di cromatofori che rimane relativamente costante per tutta la sua vita. Con l’invecchiamento della Koi e la sua crescita questi cromatofori devono coprire una zona più ampia di pelle e quindi vi è la tendenza per il colore a diventare più chiaro (a causa della diminuzione di densità dei cromatofori) o frammentato.

CAMBIAMENTI DI COLORE

Considerazioni generali

I cromatofori sono cellule ramificate entro le quale il pigmento di colore può muoversi con questi due estremi: il pigmento si distribuisce uniformemente e in quel caso la cellula è del colore del pigmento ovvero concentrarsi all’interno della cellula che, consentendo il passaggio del colore di sfondo, apparirà pallida o scura.

La distribuzione di questo pigmento è influenzato da una serie di fattori diversi:

– il sistema nervoso e il sistema ormonale possono controllare la distribuzione di pigmento nei cromatofori in caso di stress, consentendo loro di cambiare il loro colore per mimetizzarsi o per adattamenti di socializzazione;

 – diverse condizioni di qualità dell’acqua possono avere un grande impatto sulla colorazione delle Koi. Livelli elevati di inquinanti, ad esempio ammoniaca, nitriti e nitrati, possono causare perdita di colore; pH e durezza influenzano una diversa colorazione: il pigmento rosso tende a diffondersi in modo più morbido in acqua più acida mentre il pigmento nero si diffonde in acqua dura e alcalina e viceversa.

– anche il colore di sfondo può influenzare il colore; contro uno sfondo chiaro le Koi contrarranno il pigmento per rendersi pallide il più possibile mentre l’opposto si verifica quando la Koi è posta su uno sfondo scuro. Questo è uno dei motivi per cui vasche blu vengono utilizzate nei Koi Show: per garantire una visione migliore della Koi.

– il sale, spesso aggiunto per trattamento o per controllare la tossicità del nitrito, ha la capacità di concentrare il pigmento con conseguente colorazione più povera ed è ritenuto che l’esposizione a lungo termine possa far diventare questa concentrazione permanente.

– alle alte temperature estive i pigmenti si contraggono mentre a valori autunnali ed invernali freddi si espandono con la conseguenza che le Koi mostrano il loro meglio nei mesi più freddi dell’anno.

Beni / Hi

primo tipo di HI

Sono due i tipi di Beni o Hi (rosso) che possiamo incontrare, ossia un rosso base o un arancio basato su una base di Hi. Entrambi questi tipi di rosso possono essere normalmente identificati in Koi di giovane età.

Il pattern Hi rosso base darà alla TOSAI un aspetto di luminoso profondo rosso porpora che può facilmente invogliare l’hobbysta ad acquistare questa giovane e bella Koi che sembra quasi la Koi campione notata in libri e riviste. Ma come il pesce evolve il colore può diventare “duro” e non mostrare più quella lucentezza e raffinatezza così apprezzata nelle Koi mature.

Come la Koi si sviluppa l’Hi sembrerà quasi “spurgare” nel bianco, dove i due colori si incontrano rompendosi molto facilmente, formando marcature sparse che si muovono allontanandosi dalla piastra principale di Hi (Tobi Hi). Anche quando il pesce nuota, nelle curve del corpo un bordo bianco sarà evidente tra le scaglie; inoltre questo tipo di impianto si deteriora molto rapidamente sotto una cattiva gestione del laghetto.

Poichè una Koi di buona qualità avrà probabilmente molti strati di colore in profondità nella pelle, questo Hi rosso base dovrebbe essere evitato.

secondo tipo di Hi

Il secondo tipo di Hi è l’arancione su base di Hi e la giovane Koi apparirà arancione e distintamente incompiuta; i Koi keeper generalmente evitano questo tipo di Hi a causa della sua apparenza senza pretese. Ma questa piastra arancione è il colore da preferire perché sotto una direzione corretta, sarà più stabile e raffinato e si approfondirà con l’età contribuendo a mantenere l’aspetto giovane più a lungo.

Poiché la Koi è posta nei Mud Pond esclusivamente per una crescita accelerata, lo sviluppo di colore viene temporaneamente ignorato. Quando una giovane Koi è ritirata da un laghetto di fango, essa apparirà sbiadita; l’impianto sarà sottile e arancione, il Sumi sarà grigio e il Shiroji sarà cremoso. Questo è normale e l’allevatore potrà, forse, tenerne il meglio come sue “tategoi”, il cui colore si svilupperà nel corso del tempo ma dato però che il mercato richiede colori brillanti, molti allevatori scelgono di collocare il resto del raccolto in vasche di cemento e valorizzarne il colore e la lucentezza con mangimi specifici.

In questo processo la crescita è sacrificata ma l’Hi sarà “finito” in breve tempo. Purtroppo innumerevoli giovani pesci tornano al colore arancione chiaro entro poche settimane dopo essere stati liberati nei laghetti di destinazione. Più velocemente le cellule del pigmento sono incoraggiate a svilupparsi e più veloce sarà raggiunto il punto di declino dello stato di finitura ed anche Koi Keeper con eccezionale abilità riusciranno solo momentaneamente a ritardare tale declino.

Il colore Hi (non il modello), tende a svilupparsi dalla testa verso la coda e quindi i primi segni di indebolimento possono mostrarsi in uno di questi tre modi: dalla testa, dal KIWA, o come un indebolimento complessivo di tutta la piastra Hi.

Tutti e tre sono ugualmente comuni, ma l’indebolimento complessivo dell’ Hi è sorprendente e può trasformare un ottimo pesce in qualcosa di inutile nel giro di poche settimane. L’ Indebolimento intorno al KIWA invece è più graduale e dare indicazioni che ciò può accadere mentre si ispeziona una giovane koi. Questo è uno dei motivi per l’enfasi posta sulla nettezza del Kiwa da parte delle persone esperte nella scelta delle Koi.

Una potenziale dissolvenza dell’Hi può essere rilevata presso o intorno al bordo KIWA. L’Hi inizia a indebolirsi attorno all’ultima scaglia mostrando un pò di bianco o solo come alleggerimento del colore; anche l’impressione di “emorragia” dell’Hi sul Kiwa può indicare un futuro problema.

Se una vostra Koi mostra un cambiamento del modello rosso sulla testa, sarà sicuramente il momento di interessarsi al fenomeno ma almeno si può vedere che questo accade, mentre se ciò è avvenuto in una Koi che si sta pensando di acquistare, per lo più non avrete idea di questo accadimento. Ma se si controlla con più attenzione la Koi spesso è possibile vedere segni rosati dove era presente dell’Hi o piccole macchie rosa / rosso dove il pigmento è ancora un po latente.

Il maggior tipo di degenerazione dell’ Hi è sia attraverso il patrimonio genetico della Koi che attraverso un innesco (cattive condizioni, ecc.); nel complesso il tipo Hi violaceo è il meno stabile mentre le tipologie più arancioni meglio tengono il loro colore anche se ma tutti i tipi e tutte le sfumature possono rompere.

Se la perdita del colore ha avuto un innesco esterno alla genetica, quando le condizioni tornano alla normalità generalmente la recessione viene interrotta. Inizia comunque a svanire di nuovo al primo problema.

Tutto questo va ricordato quando si considera una nuova Koi. Guardate attentamente i bordi dei modelli per scegliere la Koi con una tonalità ancorata dalla testa alla coda e……… sperare per il meglio poichè purtroppo sia l’Hi di una Koi a buon mercato che di una Koi costosa può degenerare.

In  ultimo ricordate che la ragione per la perdita di Hi deve essere distinta dal Hi-Kui che invece è una malattia (vedi articolo).

Sumi

Il Sumi se si tratta di una Showa, Sanke, Utsuri o Bekko rimane un enigma. Normalmente esso è immerso in una giovane Koi ed appare bluastro; questo Sumi sommerso può emergere ed apparire nel tempo diventando nero lucido e scuro come inchiostro di stampa.

Alcuni di questi segni bluastri spariranno completamente nel tempo ma a volte nelle giovani Koi escono in primo piano. Questo Sumi o scompare oppure diventerà oscuro e poco attraente. Durante lo sviluppo della Koi si dice che il Sumi crescerà mentre l’Hi resterà uguale o in misura minore si allungherà con la Koi. Questo rende la previsione di come il Sumi svilupperà molto difficile.

Una regola generale dice che prima un modello di Sumi è definito e finito, più povera sarà la sua qualità, rimanendo un Sumi di bassa qualità, suddividendosi in Jari-Sumi o scomparire. Un Sumi sommerso può essere coperto da bianco (Shiroji) se quest’ultimo colore è molto forte e di spessore; quando si considera una giovane koi il Sumi sommerso è quindi preferibile perché ha maggiore possibilità di diventare un Sumi ideale, spesso e lucido come si preferisce.

Anche se dovrebbe essere sommerso bisogna concentrarsi sulla valutazione di quei settori in cui è parzialmente emerso. Dovrebbe essere di alta qualità. Se una o due strisce Tejima sono evidenti in una Bekko o Sanke o è presente del Motoguro in una Showa, possiamo trarre da questi una indicazione di qualità futura. Anche un Sumi nella bocca di una Showa può indicarci un forte Sumi.

Al contrario dell’ Hi  che si sviluppa dalla testa alla coda il Sumi si sviluppa dalla coda verso la testa. Sumi debole sul peduncolo potrebbe indicare una colorazione debole mentre del forte Sumi sulla testa o sulla spalla può indicarci uno sviluppo ulteriore di Sumi forte.

La genetica, la qualità dell’acqua, l’ alimentazione così come la temperatura influenzano la qualità del Sumi nel tempo. La temperatura dell’acqua ha un marcato effetto sulla qualità di brillantezza e di colore. Sia l’Hi che il sumi diventeranno più intensi mentre il bianco diventa meglio rifinito. Questo beneficio del colore si avrà solo se i cromatofori sono distribuiti sulla superficie della pelle, immediatamente sotto le scaglie o nella profondità della pelle. Se un pesce non presenta questa distribuzione di cromatofori, perchè posti nel mezzo del derma, l’aspetto della Koi non beneficerà del raffreddamento dell’acqua nella stessa misura.

Luce solare

La luce solare contribuisce alla salute delle Koi perché aiuta la conversione di steroli nella pelle in vitamine, ma è anche accettato che la luce solare è importante per “finire” una Koi con una lucentezza sana.

Probabilmente avrete notato come una Koi diventi un pò più pallida di notte e che giovani Koi in un acquario al coperto, senza una gamma completa di illuminazione, cambino da un colore arancio rossastro ad un colore arancio pallido inargentandosi ma senza trasformarsi completamente in bianco. Ricordate che il colore arancione della pelle non è una abbronzatura, ma cellule contenenti pigmento.

Non si è ancora sicuri degli effetti a lungo termine effetti della mancanza di luce decente su una koi, anche se alcune persone sostengono che troppo sole possa decolorare i colori di un koi o, addirittura, causare scottature. Forse ciò è possibile in laghetti poco profondi ed in pieno sole, ma la luce del sole perde rapidamente la sua energia quando passa attraverso l’acqua; gli ultravioletti possono penetrare l’acqua solo per pochi centimetri. Certo è che la luce solare diretta può avere un effetto di surriscaldamento sul laghetto e quindi è la temperatura la causa di modificazioni al colore. colori nelle koi

Genetica

Come abbiamo già detto ogni Koi nasce con un numero fisso di cromatofori che rimangono relativamente costanti per tutta la sua vita. Con la crescita questi cromatofori devono coprire una più ampia area di pelle e quindi c’è una tendenza ad una minore densità. Questo è il motivo per cui tante splendide giovani Koi non rimangono così attraenti quando sono leggermente più grandi. colori nelle koi

L’acquisto di novellame da una stirpe di qualità conosciuta di solito significa che si sta acquistando Koi con cromatofori più densi. Ciò comporterà il mantenimento colore anche quando la Koi è cresciuta. Attenzione. quando la vostra Koi diventa bianca, significa che i cromatofori sono stati distrutti e il processo non può essere invertito.

Esempi

Di seguito è riportato un esempio di una giovane koi importata che sta rapidamente perdendo la sua colorazione. Quando fu acquistata la Koi era un esempio ideale di profondo rosso-arancione. La Koi ha soggiornato in laghetto per quattro mesi senza alcun cambiamento apparente. Per vari motivi il pesce ha dovuto essere rimosso dal laghetto ed è stato trasportato a pochi chilometri ed introdotto in un altro pond. colori nelle koi

Le modifiche si sono verificate in sole tre settimane. La qualità delle acque del nuovo laghetto era impeccabile e il cibo è rimasto lo stesso ma i compagni del nuovo laghetto erano per lo più pesci enormi. La ragione di questo drammatico cambiamento è stata lo stress causato dallo smarrimento di essere collocata in uno spazio ristretto tra enormi Koi intorno ad essa percepite come “predatori”. Quindi anche le condiyioni ambientali influiscono sui colori nelle Koi. colori nelle koi

L’esempio successivo è un giovane Showa di un rispettato allevatore in Giappone. Il pesce è stato importato e fotografato nel giugno 2009. La seconda foto è stata scattata nel novembre 2009. Le ragioni del cambiamento drammatico sono sconosciuti.

 Altri esempi di cambiamento o perdita di colore. colori nelle koi


Esempio di lungimirante valutazione del Sumi

“Musashi” è probabilmente la più grande Shiro Utsuri mai prodotta dalla Omosako Koi Farm. A 4 anni, Musashi ancora non assomigliava a nessuna koi che qualsiasi hobbista vorrebbe o dovrebbe acquistare per mantenere. Infatti la maggior parte delle Shiro Utsuri avrebbe sviluppato una discreta quantità di Sumi già a 2 anni. Musashi, al contrario, ha solo macchioline di Sumi piuttosto che blocchi.

Omosako tuttavia aveva visto alcune caratteristiche di forza nella Koi che lo hanno indotto a non scartare negli anni la Koi: ha un’ottima linea del corpo ed un fondo extra bianco e le chiazze sparse di Sumi sono di qualità molto alta.

Questa caratteristica ha dato in Omosako la fiducia che questa koi svilupperà in futuro un Sumi di tipo “bloccato”. A 5 anni, comincia a svoltare in una molto attraente Shiro Utsuri; non è per niente simile a ciò che era un anno prima. A 6 anni il suo Sumi si sviluppa, come nella Sanke e nella Showa, in maniera normale da sotto a sopra e dalla superficie verso l’interno; questo è un attributo molto speciale. Musashi ha raggiunto il suo standard a 7 anni quando ha vinto il Best in Dimensioni, il 85Bu ed il Best in Variety durante il 36 ° All Japan Koi Showcolori nelle koi

CONCLUSIONI

Tutto quanto sopra detto sottolinea il fatto che l’acquisto di una giovane tosai porta con sè molte incognite per quanto riguarda i colori delle Koi. E’ davvero come lanciare un dado; buttalo e spera per il meglio. Anche se ci sono alcuni segni da considerare il compratore è davvero in una condizione di svantaggio. Purtroppo tutti i “giocatori di ruolo” nella catena della fornitura sanno più che l’acquirente.

Eventi che un acquirente non può sapere

  1. Il background genetico dei genitori.
  2. Principalmente un acquirente non sarà nemmeno essere sicuro se la Koi in realtà proviene dall’ allevatore indicato.
  3. Le condizioni in cui la Koi è stata allevata.
  4. La qualità dell’acqua degli impianti di allevamento.
  5. Cibo che è stato somministrato alla Koi.
  6. Prodotti chimici utilizzati in precedenza.
  7. Storia clinica di eventuali malattie.
  8. Manipolazione della Koi da quando è stata ripescata dallo stagno fango
  9. Aspetto dei pattern di colore un mese prima.
  10. Quantità di esaltatori di colore nell’alimentazione alla Koi.
  11. La vera età del pesce.
  12. Condizioni di trasporto tra allevatore, agente, grossista e punto vendita.
  13. Condizioni di impianto di quarantena.
  14. Il pesce è stato messo in quarantena con tutti?

Eventi che un venditore non può sapere

  1. Il background genetico dei genitori.
  2. Le condizioni in cui la Koi è stata allevata.
  3. La qualità dell’acqua degli impianti di allevamento.
  4. Cibo che è stato somministrato alla koi.
  5. Prodotti chimici utilizzati in precedenza.
  6. Manipolazione della Koi da quando è stato ripescata dallo stagno di fango.
  7. Storia della malattia.
  8. La vera età del pesce.
  9. Condizioni di trasporto tra allevatore, agente, grossista, e il suo punto vendita.

Eventi che un allevatore non può sapere

  1. I geni specifici ereditati dai genitori.
  2. Condizioni di trasporto tra l’agente, grossista e punto vendita.
  3. Condizioni di l’impianto di quarantena.

E quindi ovvio il motivo per cui alcuni Koi Keeper vanno in Giappone per scegliere la loro Koi, magari destinate a essere esibite in Koi Show. colori nelle koi 

Resta il fatto che se non c’è un ” sano rapporto”  tra l’acquirente e l’allevatore, l’elenco dei “fattori sconosciuti”  solo marginalmente si accorcia. colori nelle koi  colori nelle koi  colori nelle koi  colori nelle koi  colori nelle koi

 

 

Articoli correlati

3 comments:

Caro Roberto, questo articolo cade a pennello 😉 non so se in qualche modo ‘ti ho ispirato’ all’argomento…
Detto questo inizio a pensare che il problema che sta interessando la mia goshiki possa essere di natura genetica. Dico questo perché le altre koi, kohaku e ochiba in primis sono diventate veramente belle in questo periodo, la prima ha perso uno shimis, il bianco è diventato bello candido (prima era leggermente rosato), rosso sempre acceso. Nell’ochiba si è caricato il marrone 🙂
La goshiki invece ha mantenuto il rosso ma il blu sta regredendo ‘pericolosamente’…

Prima-dopo
[IMG]http://i1278.photobucket.com/albums/y505/Ugekoi/d809e0aec647f0553fd7b4bb651dbefe_zps7298ee40.jpg[/IMG]

[IMG]http://i1278.photobucket.com/albums/y505/Ugekoi/8fbcbfb333c3c0b6bb6f03c5229b0cb4_zps99972967.jpg[/IMG]

Rispondi

Anch’io ho un problema simile con una goshiki penso dovuto a stress ambientale…. il nero-blu e il rosso si sono un po ritirati lasciando spazio a del bianco….magari è una evoluzione del colore….

Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 + sette =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copyright 2020 @ La Gazzetta delle Koi - Sito realizzato da Follie Web Design