Le Famiglie delle Koi: varietà, colori e disegni
Dietro la varietà cromatica delle Koi si nasconde un sistema di classificazione delle varietà Nishikigoi, costruito in oltre un secolo di selezione giapponese Ogni gruppo varietale raccoglie esemplari accomunati da colori, disegni, disposizione delle macchie, qualità della pelle e particolari caratteristiche del corpo.
Imparare a riconoscere queste famiglie è il primo passo per osservare una Koi con maggiore consapevolezza. Non si tratta soltanto di distinguere il rosso dal nero o il bianco dal blu: ogni varietà possiede regole estetiche, criteri di valutazione e un equilibrio visivo che ne determinano il pregio.
Si parte dalla purezza essenziale del Kohaku, bianco e rosso, considerato da molti la base stessa dell’arte Nishikigoi. Si passa poi alle tre tinte del Taisho Sanshoku, o Sanke, e dello Showa Sanshoku, dove il nero assume ruoli molto diversi nella composizione del disegno. Seguono le eleganti contrapposizioni degli Utsuri e dei Bekko, le antiche sfumature reticolate dell’Asagi, la linearità blu e rossa dello Shusui, fino alle raffinate sovrapposizioni cromatiche di Koromo e Goshiki.
Accanto alle varietà classiche trovano spazio anche le Koi più particolari: i Kawarigoi, difficili da racchiudere in schemi rigidi; gli esemplari metallici degli Hikarimuji e degli Hikarimoyo; e le potenti combinazioni lucenti degli Hikari Utsuri.
In questa sezione trovi una guida alle principali famiglie delle Koi, con descrizioni, caratteristiche distintive e criteri utili per riconoscerne la qualità. Conoscerle non significa soltanto dare un nome a un pesce, ma imparare a leggerne proporzioni, equilibrio, colore e personalità estetica.












