RO

Inversione di Tendenza, utilizzo della RO

REVERSING A TREND (RO)

di Mike Snaden

In questo terzo ed ultimo capitolo della serie sul GH, Mike Snaden ci svela le virtù del sistema ad osmosi inversa e di come sia riuscito a rendere l’acqua delle sue vasche tenera. Questo può diventare un’attività costosa, ma Mike si sente di affermare che ne è valsa la pena.

Una premessa per chi volesse provare ad utilizzare il suo sistema: l’acqua da osmosi inversa non contiene minerali ed è quindi molto instabile. È molto pericoloso utilizzare acqua da RO senza averla miscelata con l’acqua principale del Pond.

Inversione di Tendenza: uso della RO

Un sistema ad Osmosi Inversa è un’unità contenente una membrana semi-permeabile che, efficacemente, trattiene minerali e metalli, distillando come prodotto finale acqua pura (virtualmente pura H2O). I minerali trattenuti vengono smaltiti attraverso un tubo di scarico.

Considero il mio impianto RO come un bene prezioso, ma sono impianti poco ecologici per l’ambiente a causa della quantità di acqua che viene sprecata. Convenzionalmente, un sistema a RO spreca circa l’85% di acqua che entra nell’impianto, quindi, riceveremo solo il 15% circa di acqua “buona”.

Ci sono tre problemi a riguardo: in primo luogo, non è fattibile avere grandi quantità di acqua buona; in secondo luogo, viene sprecata un enorme quantità di acqua che viene semplicemente drenata; infine, anche nel caso di un impianto che produca ragionevoli quantità di acqua, sarà richiesta una quantità elevata di acqua che la maggior parte delle forniture di acque domestiche non forniscono sufficientemente veloce.

Questo a mio avviso non è ecologicamente accettabile e poco redditizio.

Così, dopo mesi di ricerche e contrattazioni con un fornitore di addolcitori di acqua della zona, sono riuscito ad arrivare ad una soluzione: un unico impianto che ricicla la sua acqua di scarico passando in una seconda membrana, quindi, un riciclo di una porzione di essa che sarebbe andata perduta. Il risultato è un impianto che produce il 70% di acqua buona e con il solo 30% di acqua respinta. Molto più ecologico.

Il sistema è il Kent RO650. Questo impianto è stato progettato per fornire 650 galloni (us) al giorno. In realtà, considerate varie pressioni e temperature di esercizio, questa unità è in grado di fornire nelle varie regioni dell’Inghilterra dai 300 ai 400 galloni (uk) al giorno, a poco più di 1000£ (sterline).

Lo svantaggio di questo impianto è che il livello delle acqua di scarico è relativamente bassa rispetto agli standard delle membrane singole, ma ancora molto superiore al mio. Il lato positivo di questa unità è che non necessità di alimentazione con acqua addolcita e non utilizza pompa a spinta, quindi bassi costi di gestione.

Scatto di crescita

Diamo un’occhiata al mio pond da 4400 galloni, ai valori di partenza ed i risultati ottenuti fino alla fine del maggio 2003: Il livello di TDS dell’acqua era di circa 100ppm; KH poco più di 2Dh; Temperatura di 23,7° C.

Alla fine del dicembre 2002, 110 Koi arrivarono nel mio pond con una range di dimensioni da 15 a 27 cm.  Vennero alimentate sei volte al giorno con mangiatoia automatica ed i freni di fondo venivano scaricati giornalmente. Le Koi di 15cm in media crebbero fino a 25cm circa, le Koi da 26/27 cm crebbero intorno ai 40cm.  Fui molto felice dei tassi di crescita dei pesci, ma l’unico aspetto negativo del funzionamento dell’impianto con acqua tenera è che una o due koi svilupparono un Hi secondario.

Da aprile 2003 con l’aggiunta di un filtro shower, le Koi sono generalmente cresciute ad un ritmo di 1cm a settimana. Ritengo che la maggior parte dei fattori di cui sopra dará in percentuale il massimo beneficio in termini di crescita e sviluppo. Ma con acqua dura, tali benefici avranno un effetto ancora più basso. Ritengo che l’acqua dura conduca ad un effetto da “collo di bottiglia” per la crescita delle Koi come fattore limitante.

Caso di studio

Ian Graham di Bristol, ha un Bakki Shower ed un impianto RO uguale al mio. Il suo pond ha i seguenti parametri: 6500 galloni; TDS di 80ppm; KH poco più di 2Dh; Ph poco più di 7.4; Temperatura compresa tra 24 e 25°C.

Il pond di Ian è estremamente carico, ma nonostante questo, ottiene tassi di crescita incredibili. Sono trascorse appena sette settimane da quando Ian ha aggiunto nel suo Pond quattro nuove Tosai.

In queste sette settimane ha registrato i seguenti valori:
– Kohaku Momotaro cresciuta da 33 a 41,5 cm
– Showa Momotaro (arrivata nel dicembre 2002 a 18cm) cresciuta da 26 a 37 cm
– Nr.2 Sanke Takeda cresciute rispettivamente da 29 a 31cm e da 37 a 40cm

Questo è un tasso di crescita di oltre un cm a settimana, pur mantenendo un’eccellente qualità del colore. Ian trovò in un primo momento scoraggiante l’idea di utilizzare un sistema ad RO, ma adesso afferma: ” …è stato molto più semplice di quanto pensassi…” .Devo anche aggiungere che queste Koi sono cresciute a questi incredibili ritmi senza diventare di un solo grammo sovrappeso.

Basso TDS significa una Koi più snella

Una osservazione interessante l’abbiamo riscontrata nel prendere in considerazione due ponds identici ma con due diverse letture di TDS.  Nel primo, con alto TDS, le Koi sono diventate obese molto più rapidamente che nel secondo pond dove invece, i bassi livelli di TDS, hanno fatto sì crescere le Koi molto velocemente ma senza portare ad obesità.

Non solo, se ponete una Koi soprappeso tenuta in alti livelli di TDS in un pond con bassi livelli di TDS, noterete come essa smaltirà molto rapidamente il peso in eccesso, tramutandolo in lunghezza. Ragion per cui, controllando con attenzione i valori dell’acqua è possibile controllare ogni aspetto della crescita delle Koi, sia nella forma che nel colore. Sostanzialmente possiamo affermare che, con un impianto di RO, si può condizionare i fattori della vostra Koi.

Potenziale di crescita

Vi chiederete perché mi sento così  forte sul tema dell’acqua tenera. Le mie ragioni risiedono semplicemente sul fatto che in Inghilterra la gente è generalmente convinta che non possono crescere le Koi come fanno in Giappone.

Altre persone invece, sono dell’idea che non gli importa se le Koi possono più o meno crescere.

Con uno dei miei clienti, in aprile, ci recammo alla Momotaro Koi Farm per comprare una costosa Jumbo Tosai Sanke. Maeda San gli disse: ” Se lasci la Koi qui, crescerà, e diventerà una Koi a buon mercato. Ma se la porti a casa e non riesce a crescere, allora, rimarrà una Koi molto costosa!”.

Sono d’accordo, in quanto è inutile l’acquisto di una Koi costosa se non si tenta di raggiungere il suo potenziale.

La crescita futura

Diamo uno sguardo al Pond di Colin nello Swansea, con una capacità di 7500 galloni. Colin conduce il suo Pond seguendo la teoria del “low TDS” (bassi livelli di TDS) e non aggiunge nessun tipo di additivi ed argille. Le Tosai degli scorsi anni, hanno raggiunto i 55cm di lunghezza e tutte le sue Koi crescono ad un ritmo a dir poco allarmante.

Ha raggiunto il suo obiettivo di crescita di una Koi sopra i 70cm; questa, una Wakabayashi Kohaku maschio, acquistata all’età di 3 anni lunga 55cm, adesso ha 5 anni. Sono assolutamente certo che Colin sarà in grado di crescere alcune TOSAI dello scorso anno oltre gli  80cm entro i prossimi tre anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

venti + 14 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Copyright 2020 @ La Gazzetta delle Koi - Sito realizzato da Follie Web Design